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Simenon Simenon

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Versaillles

Author: Maurizio Testa
Posted: July 12, 2020, 5:30 am
Per la Emons uscirà fine mese un'altro audiolibro delle inchieste del commissario Maigret

SIMENON SIMENON, ÉCOUTEZ CE QUE CECILE VOUS DIRA
Emons publiera à la fin du mois un autre livre audio des enquêtes du commissaire Maigret 
SIMENON SIMENON, LISTEN TO WHAT CECILE WILL TELL YOU
At the end of this month, Emons will release another audiobook of Chief Inspector Maigret's investigations


"...Era diventata la favola del commissariato, la povera Cécile. Da sei mesi arrivava lì di buon mattino, si sedeva e sperava che Maigret la ricevesse. Una signorina mesta, bruttina, con un ridicolo cappellino verde che non le donava. Diceva che di notte qualcuno entrava di soppiatto nell’appartamento in cui viveva con una vecchia zia inferma, proprietaria di tutta la palazzina. Finché un giorno Cécile scompare lasciando un messaggio: “Stanotte è accaduta una terribile tragedia...

Questo è l'incipit di "Cecile est morte", il ventiduesimo romanzo delle serie Maigret che Simenon pubblicò per Gallimard nel 1942, da cui due anni dopo fu tratto un film diretto da Maurice Tourneur e Albert Préjean nei panni di Maigret. Il 30 luglio di quest'anno uscirà la versione in audiolibro (disponibile in versione CD o mp3) per la Emons che è alla sua ventesima pubblicazione delle inchieste del commissario simenoniano, tutte recitate dal bravissimo Giuseppe Battiston, la sua é ormai diventata un po' la voce ufficiale delle indagini pubblicate dalla Emons, la più importante editrice italiana di audiolibri.
Questo é un fenomeno in crescita che, se ci consentite, è un modo di leggere e sognare specialmente viaggiando in auto (a occhi aperti!) in treno o in aereo... oppure la sera d'estate mentre ci si gode un po' di fresco.... insomma un modo nuovo di fruire della letteratura reso possibile dalle nuove tecnologie a costi accessibili. C'è qualche resistenza da parte chi sostiene che leggere un libro cartaceo  sia tutt'altra cosa. Ma certo quando a leggere è un bravo attore, a nostro avviso, può aggiungere addirittura qualcosa in più. E comunque queste critiche ci ricordano quelle fatte agli e-book. Noi, invece, siamo dell'idea che queste nuove formule costituiscano altri modi di fruizione che facilitano e allargano la base di chi si avvicina alla letteratura.
E infatti Emons, ha pubblicato di Simenon anche altri titoli dei romans durs, ed ha un ricco catalogo che vede presenti autori italiani e stranieri da Philp Roth ad Elsa Morante, da José Saramango ad Antonio Tabucchi, da Daniel Pennac a Pier Paolo Pasolini... tanto per citare qualche autore.
E, vista la stagione, potreste anche abbronzarvi sulla riva del mare, ascoltando una delle più quotate inchieste del commissario Maigret , insomma non perdetevi questa nuova esperienza.  


La scheda -Letto da Giuseppe Battiston - Regia Flavia Gentili - Durata 4h 26m - Versione audiolibro integrale
Pubblicazione 30 luglio 2020 -ISBN 9788869864926 


Author: Maurizio Testa
Posted: July 11, 2020, 8:38 am
Il romanziere, i suoi amici registi, i sogni sullo schermo e il colore dei soldi  

SIMENON SIMENON. RÊVES SUR UNE TOILE,
L' ARGENT DES RÊVES
Le romancier, ses amis cinéastes, les rêves à l'écran et la couleur de l'argent
SIMENON SIMENON. THE DREAMS ON SCREEN THE MONEY OF DREAMS
The novelist, his director friends, the dreams on screen and the color of money




"La ragione per la quale non vedo né i film né i lavori televisivi tratti dai miei romanzi è facile da comprendere, anche se i giornalisti – io rispetto i giornalisti, anche quelli che mi detestano e mi offendono – non l'hanno ancora compresa. Scrivendo un romanzo, io vedo i miei personaggi e li conosco nei minimi dettagli. Come possono un regista, un attore, restituire questa immagine che esiste soltanto dentro di me? Non le mie descrizioni, che sono sempre brevi e sommarie, perché voglio lasciare al lettore il compito di far lavorare la sua immaginazione. Quale sarebbe la vostra reazione davanti a uno dei vostri figli che vi apparisse improvvisamente trasformato dalla magia della chirurgia estetica? Bene, la stessa reazione dolorosa è la mia davanti al migliore degli attori che interpreta uno dei miei personaggi. Perché dovrei sottopormi a questa sofferenza?"
Questo è quello che affermava Georges Simenon in merito alla trasposizione dei suoi romanzi sullo schermo cinematografico, ma anche sul piccolo schermo televisivo. Questo tema è molto dibattuto e Simenon-Simenon se ne è già occupato. Oggi vogliamo tornarci alla luce del rapporto tra il romanziere e registi del calibro di Fellini, di Chaplin. Perché questo ci fa capire qualcosa, non tanto le distanze che lo scrittore voleva tenere dalla trasposizione dei suo romanzi, ma sulla creatività, quasi una trance, che animava l'animo di Simenon, che sognava così di entrare nella vita di un personaggio, e i sogni che facevano proiettare sullo schermo a gente come Fellini e Chaplin, storie, personaggi e fantasie per far sognare la gente. Quello schermo grande e bianco, tanto da somigliare ad una tela su cui un pittore andrà a tracciare vicende, colori, addirittura suoni che emozioneranno gli spettatori.
E tutto ciò Simenon lo ammirava, come testimoniano inequivocabilmente le affermazioni che leggiamo nelle sue lettere a Fellini oppure i discorsi che faceva con Chaplin anche in merito alla fortuna di avere questo dono dello stato di creatività. Un rimedio, almeno così  lo vivevano loro, contro le ansie, le nevrosi, e le ossessioni che le persone comuni dovevano risolvere andando da un neurologo, uno psicanalista, curandosi con medicine e sedute di terapia. Loro si mettevano rispettivamente a scrivere un libro o girare un film e tutto passava d'incanto.  
Certo in Simenon troviamo anche un altro aspetto legato alle trasposizioni cinematografiche e televisive. I soldi dei sogni, li abbiamo chiamati nel titolo. La cosa è in realtà molto meno poetica. Insomma quando Simenon era un autore affermato guadagnava bene, a volte molto bene con i diritti delle vendite dei romans-dur, soprattutto con quelle dei Maigret. I soldi che provenivano dai diritti dello sfruttamento cinematografico, non si sapeva quando arrivavano, quanti sarebbero stati e soprattutto non richiedevano alcuna fatica, a parte quella della trattativa (ma in questo Simenon era bravo). Ecco perché li abbiamo definiti i soldi dei sogni... perché scaturivano dai sogni di uno scrittore che ispirava un regista che a sua volta sognava come metterlo su quella tela che è lo schermo cinematografico, per far sognare gli spettatori. Ecco perché i soldi dei sogni. 
Author: Maurizio Testa
Posted: July 10, 2020, 6:37 am
About the difference between the Maigret novels and the classic detective novels 

SIMENON SIMENONLA VIOLENZA NON È IMPORTANTE, È L'ESSERE UMANO CHE IMPORTA 
Sulla differenza tra i romanzi di Maigret e i romanzi gialli classici
SIMENON SIMENON. LA VIOLENCE N'EST PAS IMPORTANTE, C'EST L'ETRE HUMAIN QUI COMPTE 
propos de la différence entre les romans Maigret et les romans policiers classiques 

 
One of the remarks that is still made today about the Maigret novels is the lack of action and also the lack of violence. This binomial, action & violence, has become so widespread in the panorama of crime fiction, up to the point of being considered an essential ingredient of the genre. It is also the case in cinematographic productions and also in great part in TV series. In fact, action and violence are scarcely present in Chief Inspector Maigret’s investigations, and if they would be, they would seem rather off topic... And yet we are in front of a typology of detective story that is extremely realistic, no world conspiracy, no secret organization led by supervillains, no fanciful flight in the world of impossible enterprises or science fiction cases. The world built by Simenon for Maigret is made of concrete things, of murders for even trivial reasons: revenge, jealousy, necessity, money… small and big tragedies of everyday life. Yet we are well aware that in this reality, if not really action, at least violence is an essential part in homicides, kidnappings, in revenge... 
Simenon himself answered about this lack of describing violence in his novels, when he was interviewed in 1968 by five doctors for the review Médecine et Hygiène, on the occasion of the 25th anniversary of the publication: “in all my life I have had a physical horror for violence, I don’t like to watch a boxing on television, however I myself practiced a little that sport. I hate cruelty, for example I would not be able to attend a bullfight…” 
In short there appears the picture of a quiet bourgeois far away from the world frequented by his characters. Doctors, analysts and psychologists of Médecine et Hygiène found that element interesting and they insisted to understand which is the reason for such a choice. Why have murder and violence already taken place at the moment when Maigret arrives on the spot, and why does the Chief Inspector always seem interested in other people? 
Simenon answered: “this is true and there is a good reason for this. What is a murder? There is a man of 45, on that Sunday he’s a man like any other belonging to the community. Within five minutes, this man, for any reason, as small and insignificant as a drop of water, commits a murder and suddenly he doesn’t belong to the human community anymore and he becomes a monster. Thus, he lived for 45 years as a human being accepted in society and five minutes later on he’s regarded with disgust… he is no longer part of society…“ 
In short it seems like Simenon would tell us that his Maigret (or maybe his own projection in the role of the Chief Inspector?) knows that in a few moments insignificant events can occur, which, changing a man’s life, can lead him to perform gruesome actions. But it’s not violent action in itself that is important and nor is it the centre of the novelist’s and the Chief Inspector’s interest in the investigations. But rather it is the individual himself that interests them (the famous “naked man”). They want to know the social conditions, the values and the dominant mentality of the environment in which this individual grew up, what these elements have made of him and who he is now. They have to enter the world in which he works and in which he lives with his familiars. When Maigret/Simenon will be in tune with all that and will be able to feel that way of being, then the road will open on understanding the situations, the facts and the actions of the protagonists. 

by Simenon-Simenon
Author: Maurizio Testa
Posted: July 9, 2020, 8:38 am
En mars 1941, Simenon s'installe au château de Terre-Neuve à Fontenay-le-Comte, où il restera jusqu'en décembre 1942.

Nel marzo 941, Simenon va ad abitare nel castello di Terre-Neuve a Fontenay-le-Comte dove rimarrà fino al dicembre del 1942


In March 1941 Simenon settled inthe Terre-Neuve castle in Fontenay-le-Comte, where he remained until December 1942.


Author: Maurizio Testa
Posted: July 8, 2020, 6:09 am
Le romancier évoque son personnage dans deux interviews 

SIMENON SIMENON. "MI RILASSO CON MAIGRET" 
Il romanziere parla del suo personaggio in due interviste
SIMENON SIMENONI RELAX WITH MAIGRET... 
The novelist talks about his character in two interviews


En décembre 1963, la famille Simenon s'installe à Epalinges. Les préparatifs du déménagement, les soucis familiaux (le déséquilibre de Denyse s'est accentué, et elle fait plusieurs séjours en clinique), tout s'est accumulé au point que le romancier n'a rien écrit entre septembre 1963 (L'Homme au petit chien) et juillet 1964 (Maigret se défend). Une longue pause de dix mois, ce qui est très inhabituel chez lui. Il trouve cependant le temps de donner quelques interviews, dont certaines pour des journaux suisses ; nous vous en proposons quelques extraits. 
La première interview a été publiée en novembre 1963 dans La Nouvelle Revue de Lausanne, à l'occasion de la parution d'un recueil de nouvelles, La Rue aux trois poussins. Simenon explique que certaines des nouvelles du recueil ont été écrites à la fin des années 1930, et que si son style a un peu changé, les thématiques sont encore actuelles. Le journaliste lui demande alors : « À l'époque où vous les avez conçues, vous passiez surtout pour un auteur de roman policier ? » Ce à quoi Simenon répond : « C'est un malentendu ! Je ne me suis jamais considéré comme auteur de romans policiers. Il se trouve que pour gagner ma vie, au lieu d'exercer un second métier, j'ai choisi au début d'écrire des romans populaires, puis des Maigret, et lorsque je suis passé au véritable roman j'ai cessé de faire des Maigret. Mais des lecteurs m'ont reproché d'avoir abandonné ce personnage, et je l'ai repris. Écrire des Maigret, maintenant, ça me délasse, et puis ça me refait la main... » Puis le journaliste lui demande s'il considère les Maigret comme inférieurs à ses autres romans. Réponse de Simenon : « Je ne considère rien comme inférieur ou supérieur. Je pourrais me passer de faire des Maigret si j'avais la force physique d'écrire six romans par an. […] Mais je ne peux pas rester sans écrire. » 
La seconde interview a paru en juillet 1964 dans la Gazette de Lausanne. Après l'avoir interrogé sur son processus créatif, le journaliste demande à Simenon d'expliquer comment il en est arrivé au roman policier : « Au début, après avoir décidé de gagner ma vie en écrivant, j'ai voulu commencer par apprendre mon métier : j'ai écrit des contes et des centaines de romans populaires, J'ai appris ainsi à agencer un livre et surtout à éviter tous les poncifs, pour les avoir rencontrés tant de fois ! Ensuite j'ai pensé que je pouvais passer à un genre semi-littéraire et j'ai commencé la série des Maigret. […] La forme du roman policier est une bonne rampe pour un débutant. Vous avez, en effet, un personnage central tout trouvé, qui peut aller partout, entrer dans toutes les maisons, toutes les familles ; d'autre part, si une partie du roman n'est pas très bien construite, le lecteur continue tout de même, car il veut aller jusqu'au bout pour connaître la fin de l'histoire. » 
Simenon poursuit en disant qu'après les Maigret, il a commencé « à écrire des romans non policiers, ce que j'appelle des romans-romans. Des lecteurs m'ont toutefois écrit pour me reprocher d'avoir laissé tomber Maigret. » Comme dans l'interview de novembre 1963, le romancier remet sur le tapis cette affirmation, selon laquelle c'est à cause des lecteurs déçus qu'il aurait continué à raconter les aventures de son héros. On aimerait pouvoir retrouver ces lettres, qui devraient dater du milieu des années 1930, mais rien ne prouve qu'elles existent encore. Si tant est qu'elles aient existé, et que Simenon n'ait pas donné ce prétexte pour conserver son commissaire, auquel il était attaché bien plus qu'il ne voulait le dire alors... 
Et le romancier de poursuivre dans cette interview : « C'est pourquoi j'ai pris l'habitude d'écrire un Maigret par an, en moyenne. Tenez, je vais bientôt me remettre à écrire, après une assez longue interruption. Avant d'entamer un roman dur, un roman-roman, je vais commencer par un Maigret, pour me faire la main, comme on fait des gammes. » Il fera des gammes avec Maigret se défend, avant d'écrire Le Petit Saint... 

Murielle Wenger 
Author: Maurizio Testa
Posted: July 7, 2020, 7:16 am

ToutelaTele - 3/07/2020 - Kevin LheritierCe mercredi 1er juillet de 13h15, la chaîne du groupe Canal+ a proposé trois anciens épisodes de Maigret, interprété par Bruno Cremer. Les trois enquêtes ont fidélisé en moyenne 278.000 fans, soit 3.4% de part de marché et 1.2% auprès des femmes responsables des achats. A noter que sur cette dernière cible, le premier épisode est le plus performant avec 1.6%.
En comparaison, le jeudi 2 juillet sur le même créneau horaire, les intrigues ont fédéré en moyenne 284.000 fidèles, soit 3.6% du public et 0.9% auprès des femmes responsables des achats. Une nouvelle fois, le premier épisode est le plus performant sur cette cible (1.6%). De son côté, TMC misait, mercredi 1er juillet de 13h30 à 18h30, sur des rediffusions de Miss Marple, incarnée par Géraldine McEwan et Hercule Poirot. Les enquêtes ont tenu en haleine en moyenne 288.000 téléspectateurs, soit 3.6% de part de marché et 5.2% auprès des femmes responsables des achats. Sur cette cible, le premier épisode en rediffusion est le plus fort avec 5.6%.
En comparaison, la chaîne du groupe TF1, proposait jeudi 2 juillet trois rediffusions de sa série Hercule Poirot, avec David Suchet. Le célèbre policier belge a séduit en moyenne 228.000 fans, soit 2.9% du public et 2.9% auprès des femmes. Cette fois-ci, le second épisode (15h40-17h25) est le plus performant sur cette cible (3.7%)...>>>
Author: Maurizio Testa
Posted: July 6, 2020, 5:38 am
Les Sables-d'Olonnes

Author: Maurizio Testa
Posted: July 5, 2020, 8:40 am
Michael Gambon (ITV/Shutterstock)


Variety - 30/06/2020 - Leo BarracloughNewly formed literary management company International Literary Properties – which represents the works of authors such as “Maigret’s” Georges Simenon – has signed a first-look deal with BBC Studios, allowing both BBC Studios Production and its team of independent producers the chance to adapt for television the intellectual property owned and managed by ILP.
The London- and New York-based company, which was set up last year, holds the rights for authors including Simenon, Eric Ambler, Margery Allingham, Edmund Crispin, Dennis Wheatley, Robert Bolt, Richard Hull, George Bellairs, Nicolas Freeling, John Creasey and Michael Innes, as well as 20% of Evelyn Waugh’s estate.
This deal is the first major production partnership deal announced by ILP and demonstrates its willingness to “pro-actively manage its estates, providing new opportunities for exploitation across all media platforms,” according to a statement...>>>

UN NOSTRO... "IRRINUNCIABILE" COMMENTO

Non è nostro costume commentare la rassegna stampa, ma in questo caso la notizia è di un certo rilievo e non potevamo esimerci dal dire la nostra

Questa è una notizia di grande rilievo. Soprattutto per gli appassionati di Maigret. Insomma i diritti televisivi del commissario simenoniano ora sono in mano a quei maghi della BBC Studio's. E diciamo maghi perché hanno prodotto, per quanto riguarda il genere giallo e sempre con ottimi risultati. Ad esempio l'affascinante Wallander di Henning Mankell con Kenneth Branagh, la storica Miss Marple della Christie, il celebre Padre Brown di Chesterton,  ed ultimo, ma non certo ultimo, "Sherlock" , investigatore privato di Conan Doyle che a nostro avviso è una produzione-paradigma.





E' infatti l'esempio di come, se si hanno le capacità, si può prendere una serie di romanzi e il suo protagonista dal lontano 1800 e trasportarlo negli anni duemila, riuscendo a parlare la lingua della generazione  dei "millennial", stravolgendo tutto, ma lasciando intatto non solo lo spirito e l'integrità del personaggio, ma esaltandone le peculiarità caratteristiche, rendendolo fruibile ad un pubblico che probabilmente non avrebbe mai conosciuto mr. Holmes. Non a caso nell'articolo Mark Linsey, direttore creativo della BBC Studios, ha dichiarato: “I classici della letteratura sono senza tempo e nelle giuste mani creative possono essere adattati per sentirsi contemporanei e vicino alle sensibilitá contemporanee. Cerchiamo attivamente collaborazioni  che mettano in mostra i talenti britannici al meglio e siamo entusiasti delle opportunità creative offerte da questo accordo...".
Se son rose fioriranno... ma noi prevediamo che il roseto sarà di notevoli proporzioni.    
Author: Maurizio Testa
Posted: July 4, 2020, 4:47 am

I romanzi brevi a tinte forti che piacevano al popolo



SIMENON. VIVE LES FEUILLETONS ... ADIEU FEUILLETONS
Les romans courts aux couleurs vives qui plaisaient au peuple
SIMENON. CHEERS FEUILLETONS ... GOODBYE FEUILLETONS
The strong-colored short novels that appealed to the people
Il quotidiano nel senso moderno del termine, a Parigi iniziò a muovere i primi passi nella prima metà dell'ottocento. Il concetto che il giornale potesse diventare un mezzo di comunicazione, se non ancora di massa, ma molto diffuso, si concretizza grazie all'evoluzione tecnologica e alla rivoluzione industriale che permette di ridurre i costi e farne un genere di consumo accessibile ad una base sempre più larga. Ma c'è un altro fattore molto importante, la nascita della pubblicità che, con i suoi introiti, consente di realizzare quotidiani più ricchi a prezzi più bassi. Così già nel '36 uscivano giornali come Le Siécle e La Presse, cui ci si poteva abbonare con 40 franchi l'anno. A quel punto, per arricchire la loro proposta, gli editori iniziarono ad inserire una sezione dedicata anche alla letteratura. E di questa facevano parte dei racconti o dei veri e propri romanzi a puntate chiamati appunto fuilleton-roman. E spesso si trattava di opere che poi venivano raccolte in un volume. Ovviamente si trattava di letteratura d'evasione, popolare, che di solito veniva impaginato alla base di una pagina, tanto da meritarsi l'appellativo di rez-de-chaussée (piano terra). Snobbati dai critici letterari, questi romanzi però avevano come autori personaggi che si chiamavano Balzac, Alexandre Dumas, Zola e poi spingevano le tirature dei giornali a cifre prima mai raggiunte, in alcuni casi da 80.000 a 180.000 copie. Nel 1863 nacque un quotidiano Le Petite Journal che dopo pochi anni grazie ai suoi feuilletons raggiunse le 350.000 copie.
E ancora negli anni '20 questo fenomeno editoriale continuava a tirare e Simenon non poteva sfuggirgli, inoltre la sua facilità nello scrivere vari generi e la sua velocità d'esecuzione ne facevano un perfetto estensore. Moltissimi, per non dire tutti, i suoi romazi popolari seguivano questa procedura prima feuilleton, poi libro. Si trattava di libri molto economici (l'editore Gustave Barba arrivò a mettere sul mercato una collana di romanzi brevi illustrati a 20 centisimi l'uno). Il record spetta a Fayard che con la sua serie Le Livre Populaire, lanciata nel 1912 a 45 centesimi, sfornò oltre 2000 titoli fino al 1964!
E  così siamo arrivati a quell'editore con cui il Simenon della letteratura popolare lavorò moltissimo e con il quale fece il grande passo dei Maigret. Ma questa doppia pubblicazione andò avanti fino al 1936, poi la decisione."... fino ad allora tutti i miei romazi, compresi e soprattutto i non Maigret, uscivano in feuilleton nei quotidiani di allora, Paris-Soir, Le Petite Parisien, Le Jour. Economicamente era vantaggioso perchè questi giornali mi pagavano altrettanto se non di più di quello che percepivo per il romanzo in libro... Ma io volevo spingermi più in profondità nella conoscenza dell'uomo e senza dovermi preoccupare dei gusti dei lettori di feuilletons... - spiega lo scrittore in uno dei suoi Dictées (Vent du nord -1974) - Da un giorno all'altro ho smesso di far uscire i miei romanzi con questo sistema. Ma da un giorno all'altro mi sono sentito angosciato. A torto o a ragione, credevo che se avessi continuato ad addentrarmi sempre più nelle motivazioni umane, il mio equilibrio mentale ne avrebbe probabilmente sofferto...".
Ma quella dei feuilletons fu una scuola importante per Simenon. Il suo "apprendistato", come ebbe modo di raccontare più volte, fu molto importante anche e grazie ai ritmi infernali che questo richiedeva.
Un funzionario della sezione romanzi popolari di Fayard testimonia che la sua inesauribile produzione "...faceva di lui (Simenon) la Provvidenza del patron Charles Dillon ....". In effetti se c'era bisogno di un romanzo sentimentale di quindicimila righe o di un racconto poliziesco bastava fargli un colpo di telefono. Si prendevano gli accordi anche per tempi strettissimi e Georges puntuale il giorno prestabilito si presentava con il lavoro fatto "....con una nonchalace che stupiva  Dillon...".
Dei romanzi leggeri in quattro giorni? E lui rispondeva "Lo avrete".
Dei romanzi d'amore in due settimane? E ancora "Lo avrete".
E poi ci si chiede perchè si portasse dietro il soprannome di "Citroen della Letteratura", in riferimento ai suoi tempi da catena di montaggio che riusciva a reggere.
Author: Maurizio Testa
Posted: July 3, 2020, 7:38 am
On the similarities between impressionist painting and Simenon’s literary output

SIMENON SIMENON. SIMENON E L'IMPRESSIONISMO 
A proposito delle somiglianze tra la pittura impressionista e la produzione letteraria di Simenon  
SIMENON SIMENON. SIMENON ET L'IMPRESSIONNISME 
A propos des similarités entre la peinture impressionniste et la production littéraire de Simenon 

Simenon-Simenon recently featured a post by Murielle Wenger entitled ‘Ecrire comme un peintre’ (‘Writing like a painter’) in which she argues convincingly that in his use of colour and evocations of the effect of light, Simenon’s style reflects (a loaded term perhaps?) the techniques of the impressionist painters, an influence recognised on several occasions by the author himself. It is interesting to consider other similarities between impressionist painting and Simenon’s literary output. 
In their choice of subject matter, the impressionists, like Simenon, drew heavily on the everyday life of the moyenne and petite-bourgeoisie and the environments they depict are often urban landscapes (Sisley’s ‘Canal Saint-Martin’ and Pissarro’s ‘Le Boulevard Montmartre’), railway stations (Monet’s ‘Gare Saint-Lazare’ series), bars (Degas’s ‘L’Absinthe’), nightclubs and dance halls (Manet’s ‘Un Bar aux Folies-Bergères’ and Renoir’s ’Bal au Moulin de la Galette’), the guinguettes on the banks of the Seine (Renoir’s ‘Le déjeuner des canotiers’, Monet’s ‘La Grenouillère’) or seaside resorts and coastal and river ports (Monet’s ‘Jardin à Sainte-Adresse’ and ‘L’Hôtel des Roches Noires’, Pissarro’s studies of Dieppe, Rouen and Le Havre). All of these settings are familiar to readers of Maigret investigations such as Maigret et le corps sans tête,  Pietr-le-LettonLiberty BarLa Danseuse du Gai MoulinLa Guinguette à deux sous and Au Rendez-vous des Terre-Neuvas amongst others.  
A further similarity can be found in the working methods of the painters and the writer. The impressionists often painted in the open air to capture the ambiance of a scene, whereas their predecessors reserved the bulk of their work for the studio. Simenon’s first pulp novel Le Roman d’un dactylo was composed on the terrace of the café Au Rêve, the author claimed to have created the character of Maigret in a bar in the Dutch port of Delfzijl, the action of much of La Tête d’un homme’ takes place in Montparnasse below the windows of the Hôtel Aiglon, where Simenon composed the novel and the authenticity of the descriptions of Port-en-Bessin in La Marie du port owes much to the fact that Simenon wrote the novel while staying in the town at the Hôtel de l’Europe 
Like Simenon, who wrote most of his novels in about ten days with little preparation save a few notes scribbled on a yellow envelope, many of the impressionists worked very quickly and deigned to spend much time revising their work. In Simenon’s case, this sometimes led to careless inconsistencies such as Maigret’s apartment being located in the boulevard Edgar-Quinet in L’Ecluse no. 1, while in the case of the impressionists their hasty composition provoked the accusation that Monet’s ‘Impression, soleil levant’ was at most a sketch, and even supporters such as Zola, judged their work to have an ‘unfinished’ air.  
Both the impressionists and Simenon had an ambivalent attitude to the artistic and literary establishments. Manet, although regarded by the Impressionists as their spiritual leader never participated in their exhibitions, preferring to submit his works to the official Salon and urging others to do likewise. First Cézanne, followed by Renoir, Sisley, and Monet, abstained from the group’s exhibitions so they could present their canvases to the Salon. Simenon, although claiming to be indifferent to critical recognition, also secretly craved official acceptance and was bitter at never having been nominated for the Nobel prize. 
Yet there are also important differences. For some critics, much impressionist art is superficial, dealing only with visual experience and showing little interest in the lives and problems of real people, a charge that could never be levelled at Simenon. Moreover, impressionist paintings reflect an overwhelmingly optimistic world view, the viewpoint of a rising bourgeoisie, confident in the economic possibilities of capitalism with its attendant urban, industrial, scientific and intellectual advances. Simenon’s ideology, however, is shaped by the Great War, the rise of monopoly capitalism and socialism, and the economic recession of the 1930s. Within this context, Simenon’s own class of origin, the petite-bourgeoisie, felt its economic and social weight to be in decline and much of the author’s pessimism is related to this sense of a perceived existential threat.    

William Alder   
Author: Maurizio Testa
Posted: July 2, 2020, 4:10 am










En 1938, Simenon s'installe à Nieul-sur-Mer avec Tigy. Ils y resteront jusqu'en 1940, après avoir accueilli le petit Marc

Nel 1938, Simenon prende casa a Nieul-sur-Mer con Tigy.. Resteranno fino al 1940, dopo aver accolto la nascita del piccolo Marco.
.
In 1930 Simenon settled in Nieul-sur-Mer with Tigy. They remained there until 1940, after having welcomed little Marc.


Author: Maurizio Testa
Posted: June 30, 2020, 11:02 pm
À propos d’une anecdote racontée par Simenon 

SIMENON SIMENON. ALLA RICERCA DI UN ALTRO COMMISSARIO MAIGRET 
A proposito di un aneddoto raccontato da Simenon
SIMENON SIMENON. SEEKING FOR ANOTHER CHIEF INSPECTOR MAIGRET 
About an anecdote told by Simenon 


Lors d’une interview, donnée en 1962 par Simenon au journal suisse Pour Tous, le romancier raconta une anecdote : un historien anglais, Harold Nicholson, dans une étude sur Sainte-Beuve, avait écrit qu’en 1855, celui-ci avait été chahuté par ses étudiants et que le préfet avait donné l’ordre d’intervenir au commissaire Maigret, chef de la Sûreté de Paris. Simenon ajoutait : « Je viens donc d’apprendre, plus de trente ans après sa création, qu’un commissaire Maigret a vraiment existé ! » Pierre Assouline, dans sa biographie, évoque une lettre de Simenon à Nielsen, écrite en 1962, dans laquelle le romancier parle de ce même Maigret, qui aurait été directeur de la Sûreté générale. 
Vous imaginez bien que la curiosité m’a piquée, et que j’ai cherché à en savoir davantage. Ce qui m’a intriguée d’abord, c’est l’idée qu’un certain Maigret aurait été chef de la Sûreté. Après consultation de plusieurs sites sur l’histoire de la police parisienne, j’ai découvert qu’un certain Collet-Meygret qui fut nommé directeur de la Sûreté générale en 1853. Ce n’est donc pas tout à fait un « commissaire Maigret », car, malgré que son nom soit parfois orthographié « Collet-Maigret », cet homme n’avait jamais été commissaire : après avoir été reçu docteur en médecine (on notera tout de même la coïncidence avec notre Maigret, qui avait commencé des études de médecine…), il entra dans l’administration et exerça dans diverses préfectures, avant d’être nommé à la Sûreté générale ; ce Collet-Meygret semble avoir été peu efficace dans son poste, et des spéculations financières mal gérées le firent condamner pour escroquerie. 
La découverte est décevante pour les maigretphiles, d’une part parce que ce Collet-Meygret ne semble évidemment pas pouvoir être un digne ancêtre de notre commissaire, et d’autre part parce qu’il n’y a pas eu de directeur de la Sûreté nommé Maigret… Mais j’ai décidé de poursuivre mes recherches, espérant trouver une autre piste. 
Et cela en valait la peine, car il a bel et bien existé un commissaire au patronyme de Maigret, qui a vécu au XIXe siècle ! Sur l’incontournable site d’archives de la Bibliothèque nationale de France (https://gallica.bnf.fr), on trouve, dans l’Almanach royal de 1821, la trace d’un commissaire Maigret, exerçant sa profession dans un commissariat du sixième arrondissement. Un Maigret apparaît déjà dans une liste de nouveaux commissaires nommés en 1816, et ce nom est aussi mentionné dans un compte-rendu de procès en 1820, lorsqu’un commissaire Maigret est cité comme témoin. Un article de journal de 1824 rapporte un incendie qui a eu lieu dans les boutiques du marché Saint-Jacques-la Boucherie, et on demande d’adresser les dons, pour les familles des victimes, « chez M. Maigret, commissaire du quartier des Lombards, rue des Écrivains numéro 22 ». 
On trouve, quelques années plus tard, un commissaire Maigret affecté au commissariat de Belleville. S’agit-il du même homme ? Son nom apparaît dans un journal de mai 1831, à propos d’une affaire rocambolesque, dans laquelle un peintre en bâtiment se bagarre avec une dame qui lui a commandé la construction d’une maison ; les deux ne réussissent pas à s’entendre, et le « sieur Maigret, ingénieur arpenteur, et depuis la Révolution de Juillet commissaire de police à Belleville », prend la défense de la dame, dressant un procès-verbal où il mêle sa fonction actuelle de commissaire et son ancien métier d’arpenteur. Ce commissaire de Belleville a eu à traiter d’autres affaires. En juillet 1931, il doit mener une enquête à propos d’une sordide affaire : en creusant des fondations pour un mur, des ouvriers mettent au jour le squelette d’un enfant âgé d’environ 12 ans, enterré une dizaine d’années plus tôt ; le cadavre présente la trace d’une blessure à l’aide d’un instrument tranchant ; quelques recherches apprennent au commissaire que la propriétaire du terrain a eu un fils dont l’âge correspond à celui du mort, mais ce fils a disparu. On ne saura malheureusement pas la suite du feuilleton, car je n’ai pas retrouvé d’autre trace de cette affaire… En juillet-août 1832, le commissaire Maigret de Belleville intervient dans une histoire qui le met aux prises avec des disciples de la doctrine de Saint-Simon. 
Ce commissaire Maigret a sans doute peu de points communs avec le héros de Simenon, mais qui sait, le romancier aurait peut-être été intéressé à découvrir ce que fut ce personnage, même s’il n’a jamais été chef de la Sûreté… 

Murielle Wenger 
Author: Maurizio Testa
Posted: June 30, 2020, 7:20 am


Canada.com - 26/06/2020 - Jamie Portman - One of 20th Century literature’s most revered detectives came to life nine decades ago in a café beside a Dutch canal. Author Georges Simenon would later remember enjoying a drink while sorting through images in his mind: “a large powerfully built gentleman … a pipe … a bowler hat … a thick overcoat.” A gruff but dedicated Parisian policeman was being born — a policeman who would resist use of his first name and prefer to be known simply as Maigret as he prowled the mean dark streets of his creator’s universe. Maigret’s fictional debut in 1930 marked the first instalment of an astonishing literary phenomenon, a grittily compelling mystery series whose devoted fan following would endure into the 21st Century. And now, Maigret and his creator, the incredibly prolific Georges Simenon, have dramatically reaffirmed their potency, courtesy of Penguin Books...>>>
Author: Maurizio Testa
Posted: June 29, 2020, 12:30 am
Porquerolles 1930

Author: Maurizio Testa
Posted: June 28, 2020, 8:19 am

The Times - 19/11/2015 - Tom Whipple - Georges Simenon, author of the Maigret novels, was one of history’s great lotharios. Starting at the age of 13, he claimed to have slept with 10,000 women, but declared himself unfulfilled. “I literally suffered from knowing that there were millions of women in the world that I would never know,” he wrote. If only the latest research had come out sooner he would have realised he was wasting his time — because it turns out that sex once a week is quite enough.Researchers said that happiness increases with the frequency of sexual congress, but only up to a point. So when John Updike said “sex is like money; only too much is enough”, he was wrong. The scientists calculated that happiness created by sex plateaus beyond a frequency of once a week. Their report, published in the journal Social Psychological and Personality Science, is based on the love lives of 30,000 people. “Popular messages in the media often imply that engaging in more frequent sex is better for relationship quality,” wrote Amy Muise, from the University of Toronto. “In one example, an article in The New York Times reported on two couples who ‘kick-started their marriage’ by having sex every day for a year.” She wanted to see if, contrary to such messages, a nice hot chocolate and watching something on Netflix could be just as fulfilling of an evening...>>>
Author: Maurizio Testa
Posted: June 27, 2020, 1:40 am
Dove e perché prende forma il nome di una località inesistente

SIMENON SIMENON. NOLAND, ÊTRE OU NE PAS ÊTRE?
Où et pourquoi le nom d'un lieu inexistant prend forme
SIMENON SIMENON. NOLAND, TO BE OR NOT TO BE?
Where and why the name of a non-existent place takes shape



Per chi non lo avesse notato, al termine di ogni suo romanzo (romans durs o Maigret ) lil romanziere era solito indicare l’anno, il mese e il luogo in cui aveva concluso l’opera (anche se purtroppo talvolta qualche editore li ha tradotti senza riportarli). Nel caso di "Maigret si difende" è: «Noland, juillet 1964». Questa località è riportata alla fine dei romanzi dal 1957 fino al 1964. 
Peccato che siamo nel mistero più fitto, dal momento che Noland non solo non esiste, e non è una città di alcun paese, ma fa neanche tanto lontanamente pensare a "no - land" cioè "nessun posto". Un nome del tutto inventato, utilizzato al posto del luogo geografico che normalmente veniva regolarmente indicato prima della data. Dalla biografia sappiamo che dal 1955 di ritorno dagli Stati Uniti, dove aveva vissuto una decina d’anni, effettuò una serie di soggiorni più o meno lunghi a Parigi, a Londra e in Costa Azzurra, quindi finalmente decise di sistemarsi in Svizzera e si fermò vicino Losanna, ad Echandens. E così siamo al luglio del 1957. 
Come mai Simenon aveva scelto la Svizzera? La prima cosa che viene in mente  è la natura di paradiso fiscale di quella piccola e pacifica nazione. Ed infatti come spiega Assouline nella sua biografia "Simenon" "...anche se in seguito sarebbe stato assoggettato alle imposte sul patrimonio e sui redditi, Simenon beneficiò nei primi cinque anni di residenza di un regime di favore..." Ovviamente lo scrittore faceva passare questo motivo  in secondo piano e poi perché la Svizzera era appunto una nazione tranquilla, ordinata e neutrale, e in particolare il Canton di Vaud, vallata tra le Alpi e il lago di Ginevra, gli trasmetteva un gran senso di pace. Cose che, dopo quel periodo un po’ travagliato, lo attiravano non poco. Abbiamo accennato al Festival di Cannes del 1960, dove era presidente della giuria e aveva fatto vincere il suo amico Federico Fellini con La dolce vita, provocando scandali e proteste. Poi c’erano i problemi con la moglie Denyse Ouimet, che, nonostante la nascita dell’ultimo dei suoi figli, Nicolas, diventavano sempre più gravi, portando Denyse a problemi di alcolismo e instabilità psichica, e infine a lasciare definitivamente, nel marzo del 1965, Simenon e la grande villa che lo scrittore s’era fatto costruire ad Epalinges. Quindi la dicitura Noland ha un significato niente affatto misterioso, ma frutto di un consiglio di una società fiduciaria di Losanna. Come abbiamo detto, nei primi anni di residenza, lo scrittore usufruì di un regime tributario  molto favorevole. Ecco da come spunta fuori Noland dove in quegli anni, produsse oltre una ventina di romanzi. E "Maigret si difende" è l’ultimo che, finiti i benefici fiscali, conclude la necessità di nascondersi dietro questa inesistente località.
Author: Maurizio Testa
Posted: June 26, 2020, 12:38 am
Twenty tips to follow for those who want to slip into the Chief Inspector’s skin 

SIMENON SIMENON. IL MANUALE DEL PERFETTO MAIGRET 
Venti consigli da seguire per coloro che volessero mettersi nei panni del commissario
SIMENON SIMENON. LE MANUEL DU PARFAIT MAIGRET 
Vingt conseils à suivre pour qui veut se glisser dans la peau du commissaire 


Who never thought, at least once, about putting himself into Maigret’s skin? Maybe it’s something that not everyone is willing to confess... yet such a fleeting thought is not unlikely to have flashed for a moment in the imagination of those who read the Chief Inspector’s investigation or follow the series on television. There is nothing strange about it. It is part of the complex identification process between the reader and the protagonist, especially present in the serial literature (and also between the spectators and the actors in the TV serials or in movies). Here are twenty tips you could follow if you would like to resemble the Chief Inspector… The first ten tips are taken from what was stated by Simenon himself in a 1963 interview given for the French televisionThe other ten tips are taken from clues in the novels. 
1) You don't have to take on a clever air. Maigret is not intelligent, he is an intuitive man. 
2You don’t need to assume a keen look, typical of one that immediately perceives the smallest detail (even if, in fact, you are a good observer, without seeming to…). 
3) You’ll need to assume, as far as your build permits, a massive appearance. 
4) Your gait should be characterized by heavy footsteps. 
5) In front of a criminal or a suspect you are interrogating, you have to assume an indifferent air, watching him without any reaction, even pretending being a little bored. 
6) You will have to learn to smell the atmosphere around you, and also people and especially their mind. 
7) On the crime scene you’ll have to go from one room to the other, open a drawer or the waste bin, here and there, but without seeming to have discovered any clue. 
8) However, having the air of thinking about anything else than the murder, the probable culprit, the witnesses… 
9) When you are interrogating a suspect, tell him that he seems to be a good person, offer him a cigarette, ask him whether he doesn’t have problems living in a house like his, with a wife like his. Your first approach must finish with a sentence like “Of course… Well, it must not have been funny at all…does it? 
10) Show utmost confidence in your inspectors, but no affectation, sentimentalism or alike. 
11) Eat blanquette, sauerkraut, andouillette, and other substantial dishesin order to reach the 1m80 and the 100 kg necessary for your presence. 
12) Drink much beer, alternate with white wine, prunelle and calvados, which will allow you to have the comfortable overweight essential to the role. 
13) Smoke your pipe a lot, and often enough so that your office will get misty, which will give you a ready-made excuse to open the window and look at the barges on the Seine. Only heat with charcoal and avoid radiators. 
14) You don’t really need to play sports, but if you really want to, you can go to your office on footWell, you can practice a bit of angling, billiard and gardening. On the other hand, you’ll have to go out in all weathers, and you will not fear the heat wave, nor the storms, nor the gusts of rain or snow. 
15) When travelling, favour slowness: instead of the metro, take a good old bus that gets stuck in Parisian traffic jams; and instead of the plane, take a small country train that stops at all stations. 
16) For dressing, you’ll be content with a suit and a white shirt. Discreet tones (grey, black, navy blue) are recommended. You’ll have to wear a tie, but it is allowed to untie it by strong heat or justified anger. You can get a touch of colour by wearing mauve suspenders. You can choose either a bowler hat or a fedora, but the overcoat is required. 
17) Use the phone, but leave out modern techniquesYour only concession to modernity will be the use of television, but in moderation: watch some news, and from time to time a western or a detective film. 
18) With regard to culture and the arts, you will not show off your knowledge, but you will be able to show on the occasion of a few notions: recite some verses from Ibsen, read a novel by Dumas. You can go to the cinema once or twice in a week. 
19) Make friends with doctors, concierges, little maids and cabaret dancers, and avoid judges, lawyers and magistrates, and also grumpy housekeepers. 
20) Are allowed and even prescribed: nostalgic childhood memories, various dreams, looks at the bodices of pretty women. And above all, you will take your time to soak up the world around you... 

by Simenon-Simenon 

Author: Maurizio Testa
Posted: June 24, 2020, 11:54 pm











En 1932, Simenon loue La Richardière à Marsilly, qu'il quittera en 1935, après y avoir écrit une douzaine de romans.

Nel 1932, Simenon affitta La Richardière a Marsilly, che lascerà nel 1935, dopo aver scritto una dozzina di romanzi.

In 1932 Simenon rented La Richardière at Marsilly, which he left in 1935, after having written a dozen novels there.


Author: Maurizio Testa
Posted: June 24, 2020, 2:09 am
Le style du romancier existe : prenons quelques exemples 

SIMENON SIMENON. PER UNA DIFESA DELLO STILE DI SIMENON 
Lo stile del romanziere esiste: facciamo alcuni esempi
SIMENON SIMENON. FOR A DEFENCE OF SIMENON’S STYLE 
The novelist’s style does exist: let's take a few examples 


« Je me souviens d’une phase d’un critique inconnu qui, lors de mes premiers Maigret, disait : "Simenon a beaucoup de qualités. Dommage qu’il écrive comme un cochon." Je n’en ai pas été ému, car je ne méprise pas plus les cochons que n’importe quel animal. […] j’ai passé des années à simplifier mon style au point que mes romans, débarrassés des mots inutiles et des descriptions de plus de cinq lignes, maigrissaient à vue d’œil, jusqu’à perdre quarante pages de dactylographie sur deux cents. » Ainsi s’exprime Simenon dans sa dictée Jour et nuit. Le romancier a tendu toute sa vie à atteindre un style dépouillé, qui va à l’essentiel. Mais simplicité du style ne veut pas dire fadeur. 
Certains critiques, qui se sont arrêtés un peu vite aux déclarations du romancier à propos de ses fameux « mots-matière » et du vocabulaire restreint utilisé dans les romans, en ont déduit que, au mieux, le style de Simenon était plat, dans un sens péjoratif, et au pire, qu’il n’avait pas de style. Mais cela ne tient pas la route. Toute personne qui écrit a forcément un style particulier, avec ses tics de langage et d’écriture. Sauf, peut-être, si ce style est délibérément copié sur celui d’un autre auteur ; mais même ainsi, il n’est pas si facile d’imiter complètement l’écriture et le style d’un écrivain. Tous ceux qui se sont essayés au pastiche en ont fait l’expérience. Et peut-être particulièrement avec Simenon. Quand on le lit, cela a l’air facile, surtout si on s’en tient aux clichés : un soupçon de pluie, une pincée de brouillard dans un port la nuit, un marinier ivre qui frôle une fille dans les rues mal éclairées, et on croit que cela suffit pour « faire du Simenon »… Essayez donc, pour voir… 
Simenon a un style, et qui va au-delà des poncifs qu’on évoque quand on parle de son écriture. Un style auquel on pourrait attribuer nombre de qualificatifs, mais pour ce billet d’aujourd’hui, on va retenir le concept de style poétique. Ses descriptions de lieux, de paysages, d’ambiances sont infiniment poétiques, et il réussit avec une grande économie de moyens. Une des clefs de cette réussite, le romancier l’a donnée lui-même dans l’interview qu’il a accordée à André Parinaud : « Ce que j’ai essayé d’acquérir, c’est un style qui rende le mouvement, qui soit avant tout mouvement. […] L’ordre des mots, dans une phrase, a une importance capitale, beaucoup plus, à mon avis, qu’une syntaxe parfaite. » 
Et parce qu’un exemple vaut mieux que mille explications compliquées, je vous propose ces quelques extraits, pris dans les romans de la saga maigretienne, mais on en trouverait de nombreux autres dans les romans durs. 
Un exemple du style descriptif de Simenon se trouve au début du chapitre 8 de Mon ami Maigret, avec le son des cloches du dimanche ; on ne va pas citer d’extrait ici, parce que le passage est très long, mais aussi parce qu’il a des résonances proustiennes, et qu’il n’est peut-être pas le plus représentatif, ou du moins le plus courant de ce qu’on trouve dans les romans. Mais il vaut la peine de le rappeler, parce que quiconque a lu ce passage ne pourra plus jamais prétendre que le style de Simenon est fade ou absent. 
Voici un extrait du premier chapitre de Maigret et le corps sans tête, dans lequel le romancier a magistralement décrit l’ambiance d’un petit matin de printemps près du canal Saint-Martin : « […] le ciel qui se teintait de rose. Les pots de cheminées au-dessus des toits, étaient la première chose, dans le paysage, à prendre vie et couleur tandis que sur les ardoises ou les tuiles, comme sur certaines pierres de la chaussée, le froid des dernières heures de la nuit avait mis une délicate couche de givre qui commençait à s’effacer. » Et un autre matin de printemps dans Maigret à l’école (j’ai volontairement choisi des ambiances printanières, parce que cela permet de tordre le cou à un autre cliché, qui voudrait que Simenon ne décrive que des atmosphères automnales), avec un lever de soleil décrit en trois temps : « un soleil clair et léger, qui avait la gaieté du muguet, brillait sur Paris et faisait briller les pots roses des cheminées sur les toits », « une buée légère, d'un bleu mêlé d'or, montait de la Seine », « le jaune brillant, dans l'air, l'emportait peu à peu sur le bleu, et les façades, de l'autre côté de la Seine, prenaient une couleur crémeuse ». 
Qui oserait encore prétendre que Simenon n’a pas de style ? 

Murielle Wenger 
Author: Maurizio Testa
Posted: June 23, 2020, 12:37 am

Il Giornale - 21/06/2020 - Daniele Abbiati - Che cosa sia la scrittura alla Simenon lo sa chiunque abbia letto almeno uno dei Maigret e almeno uno dei romans-durs, i due filoni auriferi di quella inesauribile miniera. Inutile star qui a descriverla. Invece il Simenon vacanziero anche nello scrivere è una rarità, e la possiamo gustare in La linea del deserto e altri racconti (Adelphi). Stesi a La Rochelle nel 1938, in italiano comparvero nel '61 da Mondadori con il titolo Sosta a Panama e altri racconti e poi sparirono. Riemersi ora, hanno il gusto della scoperta, perché qui l'ambientazione esotica, che sia Panama, il Gabon, Istanbul, la rotta di un bastimento fra Tahiti e Sydney, quella di un aereo fra Il Cairo e Città del Capo, si coniuga a una prosa che abbandona quasi del tutto le tinte noir (a eccezione della prima storia, Lo scalo di Buenaventura) per virare sui colori pastello delle locations, con una decisa propensione, poi, per il rosa e anche il rosso della passione erotica...>>>
Author: Maurizio Testa
Posted: June 22, 2020, 12:49 am
Ouistreham

Author: Maurizio Testa
Posted: June 21, 2020, 12:30 am

Le Soir - 19/06/2020L’inoubliable créateur de Maigret demeure l’écrivain de chez nous le plus lu dans le monde. C’est le rapport avec sa terre natale que Michel Carly et Christian Libens racontent dans une collection de livres de poche que « Soir mag » vous propose à un prix exceptionnel, à découvrir dans notre magazine. Nous en publions des extraits. Voici le second volet : la naissance de Maigret. Il y en aura tant et tant, des commissariats dans son œuvre future. Atmosphère garantie, surtout à Paris. Le coup de fatigue, à six heures du matin, des nuiteux au début de la nouvelle « Sept Petites Croix » dans un carnet. Le poste de police de Pigalle à l’ouverture de « Maigret au Picratt’s » avec sa danseuse fatiguée et avinée qui veut témoigner à tout prix. L’excentrique dame qui échoue devant les plantons de « La Nuit du pont Marie ». Et même l’odeur de cuir des baudriers au commissariat des Sables-d’Olonne au cours des « Vacances de Maigret...>>>
Author: Maurizio Testa
Posted: June 20, 2020, 12:39 am
Ritorno alla cara vecchia Europa che lo accoglierà a braccia aperte

SIMENON SIMENON. 1955 ÉVASION D'AMÉRIQUE
Retour dans la vieille Europe qui l'accueillera à bras ouverts
SIMENON SIMENON. 1955 ESCAPE FROM AMERICA
Return to old Europe that will welcome him with open arms




Erano ormai dieci anni! E diciamolo, dopo dieci anni di vita americana Simenon non aveva sfondato come avrebbe voluto negli Usa. E magari proprio la sua assenza dall'Europa in quel decennio aveva contribuito a far crescere il suo personaggio e, ancor più, alla seduzione che emanavano tutti i luoghi comuni su di lui, come il rituale che accompagnava la creazione di un romanzo,  l'état de roman, le sue atmosfere o la velocità di scrittura. L'aumento della propria notorietà e delle proprie quotazioni letterarie nel vecchio continente erano un fatto che poteva toccare con mano. 
E così fu. Dal 1955, anno del suo ritorno in Europa, per i seguenti dieci anni l'opera e l'uomo erano il centro di un'attenzione, come non era successo prima, sia dell'ambito letterario, che dai mass-media, che  dai suoi lettori, che nel frattempo erano aumentati. Il bilancio dei  cinquant'anni dello scrittore ci restituiva la figura di chi viveva una fase di saggezza e equilibrio, nonostante il grande successo. 
Certamente i Maigret gli davano grandi soddisfazioni: sempre più tradotto e sempre più venduto, ma anche i romans-durs lo ponevano definitivamente allo stesso livello dei maggiori scrittori del tempo. L'unico vero rimpianto? Senz'altro il Nobel che per un paio di volte sembrava molto vicino,senza che mai si concretasse nulla.
E le richieste della sua presenza arrivavano un po' dappertutto.  Nel '58 presiede il Festival del cinema di Bruxelles e nel 1960 sarà il presidente della giuria del Festival Cinematografico di Cannes. Le interviste a Simenon si trovano ormai non sui giornali francesi, ma anche nel mondo anglofono, come quella celebre di Carver Collins nel '56 (da poco riproposta nell'ultimo numero di "The Paris Review") a quella sull'Express del febbraio '58, a quelle concesse a France Culture, alla radio svizzera ad altre apparse addirittura su La Presse de Tunisie (1963).
E poi il girovago trovò il suo approdo. Decise infatti di stabilirsi in Svizzera, più precisamente nel Canton de Vaud, nei pressi di Losanna. Fu una scelta, che coincidendo con la piena maturità e la vecchiaia più tardi, rappresentava l'età della tranquillità, visto che alla fine resto nelle terre elvetiche per ben trentadue anni fino alla propria scomprsa.
Ma sul versante personale le cose non andavano. La seconda moglie Denyse peggiorava nella propria instabilità psichica, un precario equilibrio dovuto anche all'alcolismo, problema già affacciatosi nel periodo americano. Denyse avrebbe voluto non lasciare la supervisione del lavoro di Georges, ma non era sempre in sé, con una crescente incapacità di valutare l'importanza dei problemi, nonostante nel '56 avesse ben sei impiegati a sua disposizione, che arrivarono addirittura a nove nel '62. Tutto nasceva dal bisogno di rassicurare sè stessa. Ma ormai era al culmine. Il marito era consapevole della situazione (che aveva sempre sperato di poter recuperare) e come abbiamo detto, proprio per questo riprese nelle proprie mani tutti i suoi affari. E lei quindi si lamentava di essere stata confinata alle funzioni di madre e di consorte, e di essere esclusa dal lavoro del marito, che infatti in quegli anni  aveva ripreso a gestire personalmente, con l'assistenza di M.me Joyce Aitken, le trattative dei contratti, dei diritti delle sue opere che negli Stati Uniti aveva delegato, con bilanci poco lusinghieri, alla moglie. 
La relazione tra i due andava peggiorando, con Denyse che si chiudeva sempre più in sé stessa, e poi vittima di manie, nevrosi e abuso di alcol che certo non migliorava il suo stato e che la porterà ad entrare ed uscire di frequente da varie case di cura.
La fuga dall'America era ormai un ricordo. Ancora una volta si apriva una nuova fase dell'epopea simenoniana. 
Author: Maurizio Testa
Posted: June 19, 2020, 12:00 am
How the novel "Monsieur La Souris" resembles a novel with the Chief Inspector 

SIMENON SIMENON. UNA SPECIE DI SOSTITUTO DI MAIGRET  
Come il romanzo "Monsieur La Souris" ricorda un romanzo con il commissario
SIMENON SIMENON. UNE SORTE D’ERSATZ DE MAIGRET 
En quoi le roman "Monsieur La Souris" se rapproche d’un roman avec le commissaire



On September 6, 1938, Gallimard published the novel Monsieur La Souris, which Simenon had written the previous year during his stay in the much loved island of Porquerolles. To our opinion this novel is a good example of how Simenon’s works are particularly fluent, not only in the language, but also in the narrative mechanism, the topics and the psychological analyses. 
Besides we can point up something particular. At the time Simenon was a launched novelist, he was writing for a very prestigious publisher, and nevertheless this novel, belonging to the “romans durs”, contains a plot with a murder, a plot, an investigation and a rhythm that are similar to a Maigret novel. And even among the characters there are to be found chief inspector Lucas and inspectors Lognon and Janvier… 
Well, we could object that these names don’t mean anything. Yet why, among so many names at his disposal (let’s remind of these phone lists in which Simenon used to find the right name for his characters), did the novelist precisely choose these ones that, along with a certain narrative cutting, seem to want to create a kind of bridge between the romans durs and the Maigret novels? Thus the setting in Paris, the Brasserie Dauphine, the beginning dedicated to the mournful inspector Lognon, and La Souris, this special bum who looks a lot like those whom Maigret has often to deal with. And when it turns out that the murdered person is a high-ranking exponent of Swiss finance, chief inspector Lucas enters the scene. A whole chapter is entitled “An interrogation à la chansonnette”, a classical topic in the Maigret novels.  
The main protagonist is “père La Souris”, an ex music teacher, now become a bum. He finds a dead man in a car; the corpse falls to the ground and a well-stocked wallet falls a little further. La Souris would have liked to keep the content (150’000 dollars), but then he decides to deliver it to the police, hoping that nobody would claim it and that after some times it would be given to him. 
We can remember that this novel had been written during that period when no Maigret novels would appear, that is to say from 1934 to 1938, in the years when Simenon only wrote some short stories with the Chief Inspector. And Monsieur La Souris is a true detective novel, even if the attention is paid to the character and the psychology of this special bum, more than to the murder and the plot about a very rare and precious stamp. 
Why did Simenon use typical characters of the Maigret series? Lucas in the Chief Inspector’s overcoat and smoking the pipe (even if we know that in the Maigret saga, Lucas tries to seem like his boss)… Did the novelist choose to put Lucas on stage as a Chief Inspector because he missed Maigret? Couldn’t he choose another name and another policeman among the immense archive of human types and characters he had in his mind? On the contrary, his choice felt on something familiar, as if, keeping the intention of not writing Maigret novels anymore, Simenon would take the liberty of going to sniff that air again and attend certain places… 
In short there are many points of contact and the story is full of other similar characters and topics, such as the comparison between the bum’s life and that of the people of high international finance, the theme of destiny up to its extreme consequences, and thus we can say that this novel demonstrates that the distance between the romans durs and the Maigret novels is not so large. 
Two films have been made from this novel: Monsieur La Souris, a 1942 French movie, directed by Georges Lacombe and Raimu in the part of La Souris; a 1950 English production, Midnight Episode, directed by Gordon Parry and Stanley Holloway in the part of the bum. 

by Simenon-Simenon 

Author: Maurizio Testa
Posted: June 18, 2020, 12:13 am